43  Natale Sub

26 dicembre 2019

Natale Sub, la sua storia.

 

 

Il Natale Sub è nato da un’idea del primo presidente del Sub Sea Club Trieste, Gianfranco Annis, come semplice occasione di ritrovo tra i Soci che volevano scambiarsi gli auguri natalizi nel modo a loro più congeniale: sotto acqua.

Il primo problema da superare per poter celebrare il rito religioso è stato quello di trovare un sacerdote che fosse in grado di immergersi con i sommozzatori. Fu quindi don Giuseppe Dreossi, appassionato apneista ed esperto pescatore, che si immerse nella prima edizione: a lui si deve l’idea di spostare la lettura dell’omelia sott’acqua a fine della celebrazione. Nelle prime immersioni il religioso si immergeva con una maschera molto ingombrante detta “granfacciale” che munita di uno speciale microfono incorporato all’erogatore gli permetteva di respirare e leggere al tempo stesso comunicando con la superficie. Alcuni anni dopo si pensò di rendere più agevole il compito realizzando una campana subacquea.

Tra le varie proposte giunte dai soci prevalse quella di Ruggero Loperfido consistente in una campana di plexiglass. Il suo progetto venne realizzato dal fratello Fulvio e venne strutturata in una cupola di plexiglass saldata ad una struttura in acciaio inossidabile completata poi da una bombola che alimentava la cupola. In questo modo, l’officiante poteva appoggiare i piedi sul fondo della campana tenendo la testa e le spalle nella zona d’aria: non utilizzando l’erogatore e la maschera la lettura del testo religioso era quindi più facile. In un secondo tempo, Fulvio Loperfido studiò e realizzo un progetto ancora più complesso: una “casa subacquea” con oblò ancorata al fondo mediante blocchi di cemento, atta a contenere fino a 5 sub. Essi potevano partecipare attivamente alla messa senza ausilio di attrezzature. L’aria veniva pompata all’interno della “casa” tramite un compressore: tuttavia, dopo due anni, considerati gli elevati costi di posa in opera, collaudo RINA e mantenimento, si è preferito tornare all’idea della campana singola, usata ancora oggi. Dopo tanti anni di assidua presenza, nel 1994 don Giuseppe Dreossi venne a mancare e gli è subentrato don Luciano Giudici, che ha portato avanti la tradizionale Messa Subacquea fino al 2010. Nel 2011 Don Giudici passa il testimone a Don Alessandro Amodeo.

l rito religioso si svolge in due momenti: sulla riva si celebrerà la Santa Messa. Poi il sacerdote si immergerà insieme con i sub e dall’interno della campana, leggerà l’omelia alla profondità di 3 metri.

Ogni anno il rito viene seguito sulla banchina da centinaia di persone: appassionati del mare, ex palombari, familiari dei sub, curiosi, pompieri, poliziotti, uomini della Guardia Costiera e carabinieri che possono guardare su uno schermo televisivo ciò che accade sotto acqua. Questa manifestazione è anche un’occasione per più di un sommozzatore per esibire le attrezzature subacquee più recenti. Erogatori, mute stagne e umide, gav, telecamere scafandrate; e ancora: storici respiratori a ossigeno, del tutto simili a quelli della Decima Mas nella seconda Guerra Mondiale. C’è tutto insomma in queste immersioni di Natale: religiosità e tradizione, voglia di stare assieme e di salutarsi, ma anche un momento didattico che potrebbe svilupparsi a tutto beneficio della  cultura subacquea.

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